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DIARIO DI VIAGGIO 2023 - 2
dal 9 al 16 dicembre

Sabato 9 dicembre

In viaggio verso Nairobi


Eh sì, quest'anno siamo stati così fortunati da poter fare un secondo viaggio e fare visita ai nostri ragazzi. Del resto, c'è un po' il sentimento di voler recuperare le occasioni perse a causa della pandemia. 

Si parte, quindi, questa volta in tre! Carichi di due valigie a testa, tanto cariche che in totale abbiamo circa 150 chili di vestiti, scarpe e zaini per i nostri ragazzi. Qualche bagaglio ha del peso extra, ma del resto sarebbe stato peccato lasciare qualcosa indietro; quindi, ci è toccato spendere un po’ di tempo al check-in per pagare il sovrapprezzo, ma è bello partire così ben forniti, immaginando la gioia dei ragazzi e delle famiglie.

Il viaggio è lungo, prende praticamente tutta la giornata: Milano – Doha, Doha – Nairobi, dove arriviamo poco dopo mezzanotte. Si recuperano le valigie, si cambiano i soldi e si aspetta per tempo immemore l’autista di Uber. Il viaggio verso l’albergo è accompagnato da una super irritante vocina

del navigatore

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Domenica 10 dicembre

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L'incontro con lo staff di Stahili e i primi rifornimenti

Dopo colazione, incontriamo il nostro autista John, le impareggiabili Maureen e Phillys e Michelle di Stahili e si parte in direzione di Thika. Pranziamo con lo staff di Stahili, che ci riserva un benvenuto più che caloroso: canti e balli tipici, un ottimo pasto e perfino un regalo!

Durante il pranzo ci parlano dei progetti che stanno portando avanti, tra cui naturalmente l’occuparsi dei nostri ragazzi. C’è molto fermento, insomma e tutto nella buona direzione 😊

Nel pomeriggio si fa la spesa: bisogna preparare il rientro a scuola dei ragazzi! Oltre al necessario per la scuola per loro acquistiamo anche quanto serve per fare un pacco di generi di conforto per ognuna delle nostre famiglie. Guardate che scontrino!

Lunedì 11 dicembre

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Le prime visite e la preparazione del necessario per la scuola

Facciamo visita a Geep Kenya, un progetto che promuove gli orti verticali, un sistema ottimo anche per le nostre famiglie, che in poco spazio possono coltivare quanto necessario senza troppa spesa.

Andiamo a trovare anche Anastacia, una mamma affidataria che al momento si occupa di tre ragazzi. La aiutano in tutto, soprattutto nel tenere la casa pulita e nel prendersi cura delle mucche, tenute benissimo!

Nel pomeriggio, è ora di preparare le borse con il necessario per la scuola – acquistato ieri - per i nostri ragazzi! Inoltre, lasciamo una parte dei vestiti che abbiamo portato con noi perché possano essere distribuiti quando e dove più servono.

Martedì 12 dicembre

La giornata delle famiglie di WWB
 

Agli uffici di Stahili recuperiamo il materiale depositato il giorno prima: poche cose per la giornata delle famiglie e le scorte di aiuti da distribuire alle economie domestiche che sosteniamo grazie a madrine, padrini, amici e sostenitori. 

 

Oggi è festa doppia perché in Kenya si celebra il giorno dell’indipendenza e inoltre

incontreremo le nostre famiglie a Pundamilia, nell’ampio terreno accanto alla locale scuola elementare e media.

Iniziamo con i saluti, poi le famiglie ci raccontano come crescono i ragazzi e colgono l’occasione per ringraziare per l’aiuto che forniamo loro nel garantire l’istruzione dei giovani e quindi il futuro della prossima generazione.

Le ore passano in fretta ed è già ora di distribuire i pacchi dono e di chiamare i moto- taxi perché tutti possano tornare a casa.

Noi invece ci avviamo verso Nairobi, per recarci da mamma Jerusha e dai ragazzi di Zawadi La Tumaini.

Mercoledì 13 dicembre

Zawadi La Tumaini, Nairobi
 

La mattina sveglia presto: bambini e ragazzi sono sempre in fermento quando ci sono visite. Dopo colazione distribuiamo i vestiti e ci mettiamo un po’, vista la quantità di cose che siamo riusciti a portare! Siamo felici di constatare che anche questa volta c’è qualcosa per tutti, anche se a fare la parte del leone sono stati i più piccoli.

Bisogna anche fare la spesa per le necessità della casa – ed è grande la gioia di ritrovarsi seduti sugli scatoloni – e procurarsi le uniformi nuove. Anticipiamo anche un pasto natalizio, offrendoci una cena di capra arrosto con contorno di ugali.

La pioggia che cade in serata ci preoccupa, perché domani bisogna uscire di nuovo, ma la frescura è benvenuta.

Giovedì 14 dicembre

La gita e il regalo inaspettato (grazie alle donazioni straordinarie!!)

La giornata che tutti aspettano, quella della gita! Grazie a delle donazioni straordinarie, possiamo portare i bambini al parco nazionale di Nairobi, dove si fa a gara a chi avvista più animali. Prima di rientrare, si fa un giretto allo zoo dove vengono curati alcuni degli animali del parco.

In realtà prima di tornare alla base – visto il Natale che si avvicina – c'è un'altra tappa da fare. Ci si divide in due gruppi per acquistare un regalo, reso possibile da alcuni contributi extra. Dopo esserci consultati con mamma Jerusha, decidiamo per un paio di scarpe per ognuno dei ragazzi. Un dono accolto con una gioia incredibile!

Venerdì 15 dicembre

Lezioni di cucina

È già l’ultimo giorno e si cerca di addolcirsi la partenza con un bel pranzetto. Loro ci preparano il chapati…noi tentiamo la pastasciutta. Se fosse stata una competizione, avrebbero sicuramente vinto loro.

Nel pomeriggio ci si raduna nella sala comune, dove ognuno contribuisce ad intrattenere gli altri: chi con una canzone, chi leggendo un racconto, chi con un ballo. A chiudere il giro, il nostro Gift con una lettura tratta dalla Bibba e una sua personale, profonda interpretazione

Alla fine, bisogna rassegnarsi a partire, rassicurati però dall’aver trovato i nostri ragazzi felici e in salute, soddisfatti dei loro progressi e del loro impegno negli studi e guidati dalle loro famiglie, aiutati dallo staff di Stahili o accompagnati dall’amore di mamma Jerusha.

Tutto questo è reso possibile grazie a voi che ci sostenete con costanza e generosità e ci permettete di offrire un futuro a questi incredibili ragazzi.

DIARIO DI VIAGGIO 2023 - 1
dal 14 al 21 gennaio

Sabato 14 gennaio

In viaggio verso Nairobi


Si parte con al seguito poco più di 80 chili di vestiti e scarpe destinati ai nostri ragazzi: fortunatamente il volo intercontinentale unito alla politica della compagnia aerea ci permette di avere due bagagli da stiva a testa.
Arriviamo a destinazione dopo circa 10 ore di volo (scalo escluso), sbrighiamo le formalità doganali, recuperiamo i bagagli e ci trasferiamo verso l’albergo, dove arriviamo intorno alle 2 del mattino di domenica.

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Domenica 15 gennaio

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L'incontro con i ragazzi del college di WWB

A metà mattina ritroviamo Maureen e Phyllis, assistenti sociali in forze a Stahili
– la fondazione nostra partner sul posto. Con loro c’è una terza persona e noi
pensiamo si tratti di un membro dello staff. Poco dopo scopriamo – con nostro
grande imbarazzo per la gaffe – che si tratta di Ebenezer, uno dei nostri ragazzi
più grandi, ormai veramente cresciuto. Del resto, sono passati tre anni dal
nostro ultimo viaggio e molti di loro sono cambiati parecchio. In attesa del nostro
mezzo di trasporto, approfittiamo per fare due chiacchiere con Maureen e Phyllis per rivedere l’agenda della settimana e farci aggiornare di persona sulla situazione dei ragazzi del programma.

Poco più tardi – è passato da poco mezzogiorno - incontriamo in centro città gli altri ragazzi più grandi, quelli che stanno studiando al college, e dopo una pizza e un gelato tutti insieme passiamo il pomeriggio al Parco Nazionale di Nairobi, dove possono ammirare per la prima volta dal vivo gli animali selvatici che popolano il loro splendido Paese. Dopo 4 ore intense piene di allegria e meraviglia lasciamo i ragazzi in centro intorno alle 19 e noi ci avviamo verso Thika, dove trascorreremo alcuni giorni.

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Lunedì 16 gennaio

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Thika - La visita alla signora Agnes e la spesa per la scuola

Il primo impegno è la visita alla signora Agnes, nonna di Agnes e Alex – due dei nostri ragazzi – e madre affidataria volontaria per minori in difficoltà che vengono temporaneamente ospitati (in caso di difficoltà) da lei. Ci servono il te - occasione per approfondire un po’ il suo ruolo come madre affidataria e parlare con i nostri ragazzi, oltre a fare la conoscenza della piccola Mery e delle sue sorelle. 
Al termine della chiacchierata possiamo consegnare un po’ di vestiti. Da lì ci
spostiamo a casa di Joseph e Johnny, che si sono diplomati di recente e sono ora alla ricerca di un lavoro.

Ci spostiamo a Thika per pranzo ed è poi tempo di fare la spesa a Kenol, che negli ultimi tre anni è cresciuta e si è dotata di un nuovo supermercato dove troviamo quasi tutto quello che c’è nella nostra lista. L’elenco è lungo e i pezzi da prendere sono molti (le famiglie destinatarie di queste scorte sono una ventina): alcune cose vengono prese all’ingrosso, altre al dettaglio. Il riso viene venduto sfuso, quindi quattro(!) solerti impiegati del supermercato formano una piccola catena di montaggio e ci preparano i sacchetti da 2 chili, pesando il tutto con precisione da orologiai, praticamente chicco per
chicco. Usciamo con diversi carrelli di merci, oltre alle grandi quantità di farina e altro materiale
caricate su carrelli più grandi dal personale del negozio. Non dimentichiamo poi il necessario alle
attività della giornata delle famiglie che ci aspetta domani: poche cose – ma che porteranno tanta felicità e allegria – come qualche corda per saltare, tre hula hoop, due o tre palloni e dei palloncini.
Un rapido passaggio in libreria per alcuni libri, al negozio di scarpe per comprare le apposite calzature
per la scuola e infine si deposita tutto agli uffici di Stahili. La giornata si chiude con una cena a base di
specialità locali, come capra arrosto e pollo.

Martedì 17 gennaio

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La giornata delle famiglie di WWB
 

Dopo colazione siamo diretti agli uffici di Stahili, dove recuperiamo il materiale depositato il giorno prima: poche cose per la giornata delle famiglie – che ci raggiungeranno a Pundamilia - e le scorte di aiuti da distribuire alle economie domestiche che sosteniamo grazie a madrine, padrini, amici e sostenitori. Troviamo i nostri ragazzi – dopo tre anni di assenza forzata causa pandemia – in salute e molto cresciuti, in qualche caso accompagnati dalle loro nonne, da un genitore o da altri parenti. Con loro ci sono spesso altri piccoli delle loro famiglie allargate. Tutte persone – dai più grandi ai più piccoli – che contiamo di coinvolgere nelle attività previste. Ritroviamo anche alcuni dei ragazzi del college che abbiamo incontrato domenica e hanno deciso di spostarsi qui per passare del tempo con le loro famiglie e con noi.
Si comincia con una preghiera, poi si fanno le presentazioni ed arriva presto il momento di dare il via alle attività di gioco che proseguono fino alle 14 circa interrotte solo da una piccola merenda. Fortunatamente c’è un po’ d’ombra – grazie ad un grande albero - che permette a tutti di approfittare senza problemi della calda giornata di sole. Arriva il pranzo (cavolo e patate o cavolo e riso annaffiati con una sorta di stufato di carne) e mentre i nostri invitati finiscono di mangiare, noi prepariamo i pacchi con i generi di sostegno per le famiglie. Portata a termine questa operazione, torniamo dai ragazzi - che nel frattempo hanno ripreso a giocare - e poco dopo è già ora di salutarsi. Per alcuni di loro la strada del ritorno è lunga, e noi abbiamo ancora delle cose da fare.

Tra queste, c’è la visita a Peter e famiglia (sua moglie Rebecca, il figlio maggiore Jeremiah e le due figlie, Dorcas e Agnes). Nell’uscire dal cortile della scuola dove ci siamo ritrovati con le famiglie, l’autista decide di avventurarsi per una via davvero improbabile. A guardare la larghezza della strada (da una parte c’è il muro della scuola, dall’altra degli alberi e una ramina), si direbbe che non ci passiamo, ma l’autista sostiene che è possibile. In realtà, far passare il furgone di lì potrebbe essere l’elemento più facile della situazione: il problema è un alto blocco di ghiaia che vediamo sulla destra poco dopo la strettoia da cui dobbiamo passare, mucchio che arriva all’altezza dei fari del furgone. Secondo l’autista non ci sono problemi e a noi non resta che capitolare, ma un “te l’avevamo detto” una volta che ci siamo impantanati nella ghiaia avremmo anche potuto dirglielo, ma non ci è sembrato giusto infierire. Dopo una buona ventina di minuti persi nel cercare di uscire da lì possiamo finalmente partire e recarci da Peter.

La visita a Peter
 

Troviamo tutti in salute e i ragazzi pronti a riprendere la scuola: Agnes vorrebbe diventare medico, Dorcas avvocato e Jeremiah programmatore di computer (per creare software o diventare astronauta, specifica lui). Il nostro augurio per tutti loro è di realizzare il proprio sogno. Dorcas nel tempo libero cuce e ci dà anche una dimostrazione della sua grande abilità come contorsionista, pratica in cui si esercita tutti i giorni. Arriva anche questa volta il momento di salutare: rientriamo e prima di andare a cena con Joseph e Johnny per festeggiare con loro il fatto che si sono diplomati. Smistiamo anche un po’ di vestiti da consegnare il giorno dopo allo staff di Stahili.

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Mercoledì 18 gennaio

I kit per la scuola
 

Passiamo la mattinata agli uffici di Stahili per preparare i pacchi per il ritorno a scuola dei ragazzi. Alcune cose vengono fornite per il trimestre – come 5 rotoli di carta igienica, 4 saponette, 2 barre di sapone da bucato, una scatola di lucido da scarpe, una confezione di gel doccia, una di vaselina, una di dentifricio, uno spazzolino, una decina di biro di colori diversi, 2 matite, una gomma, un temperino e – per le ragazze – 4 confezioni di assorbenti e 3 di salvaslip. Altre verranno usate tutto l’anno come lo zaino, la coperta e le scarpe, ammesso e non concesso, in quest’ultimo caso, che la misura non cambi. A compiere quest’operazione siamo in 4 e si procede piuttosto velocemente. Dopo pranzo, salutiamo l’impareggiabile staff di Stahili e ci spostiamo a Nairobi per recarci alla casa-famiglia di Zawadi La Tumaini.

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Zawadi La Tumaini, Nairobi


La struttura conta ormai 26 ospiti che ci accolgono a braccia aperte. Dopo la cena – chiusa da una graditissima fetta di torta - e un po’ di canto e gioco in allegria ci ritiriamo per prepararci all’impegnativa giornata di giovedì.

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Giovedì 19 gennaio

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Nuovi look e nuove spese

Dopo colazione distribuiamo i vestiti e siamo felici di vedere che c’è qualcosa praticamente per tutti: magari non della misura perfetta, ma i ragazzi sono comunque molto felici. Conclusa quest’importante operazione, partiamo per la spesa: c’è bisogno di provviste e di materiale per la scuola. Si compra tutto quello che si può all’ingrosso, in modo da contenere i costi: farina di frumento, per porridge e semola), riso, olio da cucina, sapone, detersivo, dentifricio, assorbenti, pannolini e zucchero.
In un altro negozio ci procuriamo 40 chili di fagioli e infine andiamo in libreria per acquistare il materiale scolastico necessario.
Tornati da Jerusha il furgone viene scaricato – con la gioiosa partecipazione attiva di bambini e ragazzi - e si riparte con al seguito una delle più piccole per acquistarle le scarpe per la scuola. Si fa tardi e decidiamo quindi di comprare noi la cena per i ragazzi, che ci aspettano per mangiare e trascorrere un po’ di tempo con noi. Parte di questo momento lo sfruttiamo per distribuire dei piccoli regali che uno sponsor ci ha affidato, pensierini che donano davvero molta gioia!

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Venerdì 20 gennaio

La gita!

Grazie ad alcune donazioni straordinarie da parte di privati che ci hanno chiesto di fare qualcosa di speciale per i ragazzi, li portiamo in gita. In mattinata ci rechiamo quindi al Parco Nazionale di Nairobi, dove i ragazzi fanno a gara a chi avvista per primo il maggior numero di animali e dove facciamo un piccolo picnic. Il pomeriggio lo trascorriamo invece in piscina, dove tentiamo – purtroppo con scarso successo - di insegnare a qualcuno dei ragazzi a nuotare. Il tempo però è poco e la stanchezza comincia a farsi sentire perfino per i più giovani del gruppo, quindi decidiamo di rientrare. Cena, un po’ di attività insieme ai ragazzi, ed è ora di spegnere le luci.

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Sabato 21 gennaio

Pronti per la scuola, pronti per partire

Alla mattina i ragazzi si danno alle pulizie: fanno il bucato, spazzolano le scarpe, mettono in ordine. Tutte operazioni che compiono senza lamentarsi e che spesso eseguono – volontariamente – anche durante la settimana, Dopo la colazione, distribuiamo il materiale scolastico: per tutti penne, matite, gomma, temperino e quaderni, per i più grandi alcuni libri, la calcolatrice e un set composto da compasso e squadra.
Tutti provvedono subito a scrivere il proprio nome sui quaderni, con i più grandi che lo fanno anche per i piccoli che ancora non sanno scrivere: è uno dei tanti momenti in cui constatiamo la solidarietà che mostrano gli uni per gli altri e il sostegno che i più piccoli ricevono dai più grandi. È bello vederli chinati a vergare il proprio nome, pronti per iniziare un altro anno di scuola!

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Una volta che tutto il materiale è pronto una parte dei ragazzi si mettono a giocare a pallone, mentre per le ragazze apre un mini salone di bellezza di cui decidono di approfittare anche alcuni dei maschietti che, un po’ come a carnevale, decidono di farsi imbellettare, con grande divertimento di tutti.
È già ora di pranzo e, poco dopo, di partire in direzione dell’aeroporto, le valigie ormai vuote, ma i cuori pieni di emozioni e felicità per avere trovato i ragazzi – tutti quanti - sereni, in salute e con tanta voglia di affrontare con fiducia il futuro.

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